12 Marzo 2020

Carissimi tutti,

vi raggiungiamo per raccontarvi come stiamo vivendo questa “Quaresima” a Qiqajon.
Sì, è proprio per noi una quarantena particolare che ci piace definire “Quaresima” e che ci porterà ad una nuova Pasqua di Resurrezione.
Come in tutta Italia anche da noi tutto si è fermato.
La nostra famiglia e tutti gli educatori cercano di vivere questo periodo nel migliore dei modi, in maniera veramente favorevole, anche se non nascondiamo la sua particolarità e unicità.
Tutte le attività sono sospese, nessun volontario può entrare, il Comune ha imposto il massimo rigore per proteggere i bimbi.
C’è un piano della casa, però, dove la vita continua nella quotidianità di una comunità dove vivono quattro ragazzini che, come tutti i piccoli, si sentono in vacanza. È a loro che, tutti gli educatori capitanati da Giacomo e noi famiglia residente, abbiamo deciso di dedicare tutto il nostro tempo.
Gli educatori dei centri diurni e del nido hanno cambiato le loro mansioni e si sono messi a disposizione con spirito solidale. Quotidianamente affiancano l’educatore di turno della comunità e per tutto il giorno organizzano compiti, giochi, laboratori, valorizzando il talento di ciascuno.
Siamo diventati un’unica famiglia e come tale molto tempo è condiviso insieme.
Piera prepara per tutti il pranzo a mezzogiorno, Gigi insegna ai bimbi a giocare a dama e scacchi. Insieme facciamo tornei con le carte e giochi in scatola, cercando di trasmettere ai bambini il piacere di stare insieme e di sentirsi amati.
Stare con i piccoli ci riporta a godere delle semplici cose quotidiane.
Sicuramente ci mancate tutti: volontari, amici, benefattori che quotidianamente entravate nella nostra grande casa e ci accompagnavate in questa avventura.
Vi chiediamo di starci ancora vicini con l’affetto, la preghiera e attraverso i mezzi tecnologici disponibili.
Ci ritroveremo presto, sicuramente un po’ cambiati ma rafforzati nel valore della solidarietà e nell’aver valorizzato ciò che veramente conta nella vita di ciascuno di noi.
Solo insieme e aiutandoci reciprocamente supereremo anche questa sfida.

Vi lasciamo con le parole di una bellissima poesia di Mariangela Gualtieri, parole che si tingono della stessa speranza che coltiviamo nel nostro cuore:

“A quella stretta di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora –
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo.
Più delicata la nostra mano starà dentro il fare della vita”.

Un abbraccio a tutti

Piera e Gigi